Ingrandimento dei piccoli insediamenti rurali 2002

Ricollegandomi all’articolo : Fondo Europeo di sviluppo regionale – Opportunità di sviluppo per il territorio rurale di Carla Cavallini dell’Informatore Agrario del 14 – 20 Febbraio del 2002, ritengo che può rientrare nell’obiettivo numero 2 dei fondi strutturali per la riconversione economico e sociale delle piccole aziende agricole, la facoltà per rispettivi titolari di aziende agricole a conduzione familiare l’ottenimento dei  contributi della CEE per il prolungamento degli edifici rurali e l’eventuale costruzione di altri 2 perpendicolari alle estremità dell’edificio preesistente in modo da realizzare un complesso abitativo plurifamiliare a ferro di cavallo, da considerare pertinenza indivisibile dall’azienda agricola, appartenente al titolare dell’azienda agricola.

Le abitazioni ingrandite, ed aumentate in numero limitato aumenterebbero in maniera incisiva i redditi di chi abita isolato ed eviterebbe l’abbandono d’insediamenti abitativi attualmente uni o bifamilari;  questa proposta normativa dovrebbe far parte della legge quadro nazionale urbanistica, non ancora aggiornata e dovrebbe vincolare in maniera automatica  i Piani Regolatori Comunali, e le norme urbanistiche delle Regioni; i Sindaci  che rilasciano le licenze edilizie generalmente non tengono in alcuna considerazione le esigenze di chi abita ed opera in terreni agricoli, in particolare quelli marginali di alta collina e montani.

Questi mini insediamenti abitativi sono già dotati di infrastrutture come acqua, strada, elettrodotto ed il loro ingrandimento avrebbe quindi un impatto ambientale minimo rispetto alle urbanizzazioni di nuove aree delle piccole e delle grandi città, e faciliterebbero migrazioni inverse dalle città alle campagne con vantaggi ambientali ed ecologici.

E’ del tutto stupido accettare il fatto che la popolazione urbana tende a crescere con tutti gli inconvenienti rispetto alla popolazione rurale e non far nulla da parte degli intellettuali e dei politici per fermare questo processo degenerativo negli slums e nelle favelas delle periferie urbane.

 

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