DECALOGO DI 10 PUNTI DI POLITICA ECONOMICA E SOCIALE INTERNAZIONALE

DECALOGO  DI  10  PUNTI  DI  POLITICA  ECONOMICA  E  SOCIALE  ESSENZIALI PER IL MIGLIORAMENTO DELLA VITA DEI SINGOLI  E DELLE COMUNITA’  TERRITORIALI  DEGLI  STATI, E  SOPRATTUTTO  PER  L’NTEGRAZIONE DELLA  COMUNITA’ EUROPEA E CONSERVAZIONE    DELL’EURO:

 

1)      I  bilanci pubblici riepilogativi, uniformi, confrontabili delle Entrate e delle Spese dei  singoli  Stati della Comunità  Europea,  delle rispettive Autonomie Locali, Regioni, Comuni e Province e dei  Servizi Pubblici come ad esempio  ospedali, carceri, nettezza  urbana, scuole, ordine pubblico, manutenzione dei parchi  e dei giardini… I  bilanci delle Amministrazioni  Pubbliche debbono contenere nell’attivo l’elenco dei beni immobili e mobili dei singoli Stati e delle Autonomie  Locali, ed  inumeri  complessivi degli  impiegati operativi pubblici e privati delle Società Partecipate che svolgono  servizi pubblici  e gli impiegati  ed i numeri complessivi  dehli impiegati nei servizi amministrativo-contabili.

2)Le scuole pubbliche e parastatali  debbono  essere tenute aperte  non solo per il tempo  pieno, ma anche per  i  pomerigi,  le  sere  ed i giorni festivi per facilitare gli incontri tra i giovani e gli anziani, i giovani  tra loro, l’educazione permanente ed i corsi professionali, l’assistenza alle famiglie…

3)Le vecchie prigioni urbane con  celle  troppo piccoleed insufficienti  vanno ristrutturate,  affittate a privati  in modo che si possono  sostituire  con campi di prigionia ampi, contenenti  celle in edifici prefabbricati  ( che si possono costruiire e sistemare in una settimana)  più numerose e più ampie delle vecchie celle; e con ampi spazi contenenti campi coltivabili per l’autosufficienza alimentare dei carcerati,   delle guardie carcerarie e del personale  carcerario.  Le spese anticipate dagli stati per  la costruzione delle nuove carceri su terreni demaniali in 5 anni sono compensate  dagli  affitti pluriennali  30-50  anni  delle  vecchie carceri urbane ristrutturate all’interno, in residence, alberghi  ed abitazioni  a società private che possono anche essere sponsor  e subaffitarle a diversi privati.

4)I candidati  di  tutte le elezioni  pilitiche, appartenenti  a i partiti ed  ai  i  movimenti  politici potranno   tenere  conferenze elettorali  nelle Aule Magne  e nelle Palestre delle  Scuole, la sera,  a spese dello Stato  per  l’assistenza di insegnati e bidelli in pensione; come vengono  utilizzate per i 3 giorni della  durata  delle singole elezioni.

5)  La  riforma della  Giustizia  deve imporre anche ai  Giudici i tempi  perentori per le scadenze delle diverse fasi processuali. Occorre che anche i Magistrati  siano sottoposti nei casi gravi d’inadempienza al  Consiglio Superiore Nazionale dei Carabinieri che va inserito nella legge di riforma della Giustizia. Anche  i  magistrati, come tutti i rappresentanti delle altre categorie potranno far parte dei membri  del  Governo

6) Gli slums,  le favelas  e le periferie urbane disastrate degli Stati facenti  parte dell’ONU vanno ristrutturate riducendo del 20% le spese militari per  l’acquisto di armi di offesa;  (le armi di difesa sono ad esempio i missili israeliani che intercettano e distruggono i missili palestinesi  sparati contro il territorio d’Israele) con una legge internazionale dell’ONU;  più  semplice può essere l’applicazione dell’imposta  dell’1 %, la Tobin tax , dell’IVA imposta  internazionalesu tutte le compravendite internazionali  degli  Stati che fanno parte del  WTO.

7)  Metà  della  Tobin  Tax che,  va versata  alla Banca Mondiale, e va destinata oltre che a rendere vivibili le favela, gli slums, e le periferie urbane senza opere di urbanizzazione; l’altra metà a ridurre la malnutrizione e  la morte per fame  negli stati  del Mondo anche di quelli che non fanno parte dell’ONU.

8)  Occorre  che  la Comunità  Europea  proponga  al  Consiglio Superiore dell’ONU  la legge  di diritto internazionale che impedisca  a cittadini e società di  Stati  esteri  di acquistare terreni  agricoli  vicini alle città dell’ Africa  superfici maggiori del 20 %e degli  Stati che non hanno raggiunto l’auosufficienza  alimentare, meno  di 50 Km, dalle periferie urbane  ed a permutare le  terre per momocolture, acquistate vicino, con terre  situate lontano, oltre 50 Km  dalle città.

9)  Sostituzione di tutte le lampade, in particolari quelle strdali, tradizionali  con  lampade Led  che  consumano  un decimo  rispetto a quelle tradizionali.

10)  Sviluppo generalizzato in tutti gli Stati delle piantagioni dei cippati nelle tare diterreni  non seminabili e costruzione di nuove e numerose fabbriche di  pellet da fare acquistare alle industrie petrolifere per sostituire il petrolio con le piantagioni di cippati che migliorano l’ambiente e possono produrre gas in sostituzione del petrolio.

 

 

 

 

Benzina a prezzi bassi, in Usa si torna alle XXL

Benzina a prezzi bassi, in Usa si torna alle XXL

Piero Evangelisti – Lun, 17/11/2014 –

Il Los Angeles Auto Show, che aprirà al pubblico venerdì prossimo, visto dall’Europa è l’evento che chiude la stagione delle rassegne automobilistiche internazionali, mentre per il pubblico di casa e per i costruttori è la rassegna che apre la nuova stagione nordamericana che culminerà a gennaio nel Naias di Detroit per concludersi in aprile a New York.

 

Per gli Stati Uniti si tratta, quindi, di un Salone importante, che si apre su uno sfondo tinto di rosa: la benzina sotto i tre dollari il gallone sta facendo rivivere lo spirito bigger is better , e le vendite di pick-up e Suv extra-large, con i loro motori dai consumi pantagruelici (si salvano i Ram equipaggiati dei turbodiesel made in Italy) fanno segnare una crescita mensile a doppia cifra che contribuisce a quella complessiva del mercato (+6,1% a ottobre, + 5,5% nei primi dieci mesi). L’ambiente non ci guadagna, ma per fortuna il resto del pubblico statunitense guarda con sempre più interesse a vetture e crossover compatti e apprezzerà quindi la nuova Fiat 500X che fa il suo debutto all’Auto Show e andrà a far crescere la famiglia delle 500, auto cult anche per gli americani, compresa la versione elettrica che ha la sua culla di estimatori proprio sulla West Coast e in particolare lungo la Baia di San Francisco. Molti dei modelli che debuttano a Los Angeles saranno, come accade sempre nelle rassegne nordamericane, destinati al mercato locale ma sono attese all’esordio anche numerose novità di taglio globale, soprattutto di fascia premium, quella sempre molto frequentata nella capitale del cinema e dello spettacolo.

Impressionano i dati di vendita di Maserati , che in Usa ha consegnato in dieci mesi 10.327 auto con una crescita del 265,2%, ma anche i blasoni tedeschi, seppure con aumenti molto più contenuti, stanno viaggiando a gonfie vele e tutti presentano novità di rilievo. Audi mostrerà attraverso un’imponente concept il nuovo look che accomunerà tutti i futuri modelli, a cominciare dalle ormai prossime nuove generazioni di A4 e Q7 . Mercedes-Benz , che tiene in serbo per Detroit la Cla Shooting Brake , mostra a Los Angeles la colossale Mb Maybach S600 riprendendo, non più come brand autonomo, il nome del famoso ingegnere per firmare il modello al top fra le berline di Stoccarda.

Bmw fa esordire la Mini a cinque porte e sfoggia le versioni M per la nuovissima X6 e per la classica X5 . Quattro sono le novità di Porsche , dedicate a 911 e Panamera , mentre Volvo (tuttora alla ricerca della ricetta per ritrovare gli splendori americani degli Anni ’90) lancia, a fianco della grande Xc90 , l’inedita versione Cross Country della V60 . Da Jaguar arriva la bellissima F Type con trazione integrale mentre Lexus , brand fortissimo in Usa, presenta il concept Lf-C2 che anticipa un futuro spider compatto. Ecco poi Toyota con la Fuel Cell , che emette solo vapore acqueo: il motore eletrico è alimentato da celle che bruciano idrogeno. In questo periodo negli Usa scatta il Model Year 2016 e saranno numerosi i modelli nuovi, o spacciati per tali, presentati da Gm , Ford e Chrysler .

 

In Sardegna la strage silenziosa dei cavallini rimasti senza cibo.

 

 

In Sardegna la strage silenziosa dei cavallini rimasti senza cibo. Sull’altopiano della Giara trovati decine di esemplari senza vita

 

Nicola Pinna. Veterinari e volontari fanno una corsa contro il tempo, ma l’altopiano della Giara è vasto e difficile da setacciare. I cavallini, poi, fuggono sempre. Corrono anche quando sono in difficoltà, nonostante rischino di morire. Nelle montagne del centro della Sardegna, tra i comuni di Gesturi, Tuili e Setzu, la specie simbolo della regione è a rischio ancora una volta.

Manca il cibo e decine di animali, che da sempre vivono alla stato brado, sono in difficoltà: tanti, giusto in queste ore, sono stati soccorsi ma tanti altri son già stati trovati morti. Sfiniti in mezzo all’erba e alle pozzanghere formate dai primi acquazzoni di un autunno che assomiglia molto all’estate.

Il cuore del problema è proprio questo: la stagione delle piogge nell’isola è iniziata molto in ritardo e ora sulla Giara il nutrimento per i cavallini scarseggia. In realtà di problema ce n’è anche un altro: l’altopiano (600 metri sul livello del mare, quarantacinque chilometri quadrati di rocce e boschi di lecci) è diventato un grande pascolo incontrollato. Pecore, capre e molte vacche hanno invaso gli spazi che un tempo erano regno incontrastato dei «giarini», simbolo a quattro zampe della fauna selvatica della Sardegna. L’acqua è stata poca anche quest’anno e per di più i poveri cavallini, considerati dagli scienziati «fossili viventi», l’hanno dovuta dividere con le greggi e le mandrie che non rispettano regole. «Una situazione che si ripete quasi ogni anno – spiega la veterinaria Monica Pais – Anche lo scorso anno siamo intervenuti per salvare alcuni animali. Qualcuno cerca di farci credere che tutto sia legato alla siccità che riduce gli alimenti ma la realtà è un’altra: in quello spazio non possono pascolare così tante pecore e così tante mucche».

Nuove immagini choc di cavallini morti circolano da ieri sera, da quando il deputato Mauro Pili ha fatto un giro nelle campagne tra i boschi della Giara e lanciato l’allarme con tanto di video e galleria fotografica. «I cavalli morti sono decine e molti altri sono in fin di vita – denuncia l’ex presidente della Regione – Nel cuore della Giara ho visto decine di carcasse e altri animali in condizioni disperate che sono stati recuperati per miracolo. Così si sta consumando il più grande patrimonio naturalistico della Sardegna».

I volontari e i barracelli battono a tappeto le campagne e anche nei giorni scorsi hanno tratto in salvo alcuni puledrini che rischiavano di morire. A Setzu, uno dei paesi che si spartiscono l’altipiano è stato realizzato una specie di pronto soccorso per cavallini.

La Stampa – 3 dicembre 2014

 

L’Associazione del WWF  dovrebbe promuovere specifica richiesta a soci ed  a simpatizzanti per sottoscrizioni specifiche da parte di appassionati, come il sottoscritto, che desiderano salvare animali  malnutriti, indicando anche il numero di conto corrente per specifico bonifico di 30 – 50 euro intestato a chi  promuove il  salvataggio.

I robot ci rubano il lavoro

I robot ci rubano il lavoro… ma solo quello pagato peggio. I posti più sicuri sono quelli che richiedono competenze creative e specializzate: le macchine non replicano ancora il pensiero umano

Nei prossimi 10 anni, 10 milioni di posti di lavoro verranno persi in Gran Bretagna perché a svolgerli non saranno più esseri umani, ma robot. In un Paese che ha 30 milioni di persone occupate sembra a prima vista una brutta notizia, ma non è così.
Il rapporto sui riflessi della tecnologia sui posti di lavoro è stato stilato dall’Università di Oxford e da Deloitte, la prima azienda di servizi di consulenza nel mondo. Il dossier è finito sul tavolo del primo ministro a Downing Street, spingendo il governo a riflettere seriamente sulla necessità di indirizzare i giovani a scegliere il giusto percorso di studi per i lavori completamente nuovi che si creeranno in futuro al posto di quelli che saranno fatti dalle macchine.
I vecchi lavori più a rischio sono quelli oggi pagati peggio, che danno un reddito inferiore alle 30 mila sterline (38 mila euro) annue. I posti più sicuri sono quelli retribuiti oltre le 100 mila sterline, quelli cioè che richiedono competenze creative e specializzate: le macchine non replicano ancora il pensiero umano, anche se sono molto più vicine a farlo di quanto si creda. Secondo il rapporto, che ha preso in esame tutta la Gran Bretagna, ma si è focalizzato di più sulla città di Londra, a essere cancellati saranno i lavori più ripetitivi: chi lavora nei trasporti, nelle costruzioni, alle vendite, nelle amministrazioni, nelle miniere e nel settore dell’energia lascerà il suo posto alle macchine nei prossimi anni. Chi è impiegato nella progettazione e gestione dei computer, nella scienza, nell’arte, nei media, nella legge, nell’educazione, nella sanità e nella finanza ha molte più probabilità di mantenerlo.
I ricercatori si sono stupiti nel verificare con quanta rapidità molti lavori siano recentemente scomparsi: dal 2001, il 65% dei bibliotecari è sparito e lo stesso è accaduto a molte altre categorie di lavoratori. Ma non bisogna considerarlo un fenomeno negativo. Tim Worstall, di «Forbes», ha accolto il rapporto con grande entusiasmo: «Due secoli fa – osserva – l’80% delle persone lavorava in agricoltura. Questi posti di lavoro sono andati persi, ma se ne sono creati ancora di più in settori completamente nuovi. Ha ancora senso impiegare esseri umani per scavare buche nelle strade, piantare patate o mietere il grano? Meglio fare cose più interessanti».
La ricerca servirà a orientare il governo inglese su decisioni importanti. Se molti lavori non ci saranno più fra 10 o 20 anni è essenziale che chi sceglie oggi un percorso scolastico conosca la situazione che troverà quando l’avrà concluso. I vecchi posti di lavoro perduti saranno sostituiti da nuovi: se molti oggetti saranno costruiti da macchine con le stampanti in 3D, è inutile imparare oggi a realizzarli. Meglio specializzarsi nel printer design, nell’engineering delle macchine 3D e nella loro manutenzione.
E soprattutto, conclude il rapporto, i ragazzi che vanno oggi a scuola dovranno essere pronti a una vita professionale fatta di molte carriere, perché la realtà del mondo del lavoro cambierà sempre più in fretta e vincerà chi riuscirà ad adattarsi per primo. Come è sempre avvenuto nella storia della Terra, prima della breve e illusoria era del posto fisso.

Vittorio Sabadin