biciclette in verticale per la produzione di energia elettrica

 

 NUOVO E DIVERSO  LAVORO PER LA PRODUZIONE DI  ENERGIA  ELETTRICA  ALTERNATIVA CON  LE CICLETTE SI STEMATE VERTICALMENTE

Le ciclette posizionate verticalmente possono essere impiegate con le gambe per far girare la ruota posteriore e con le braccia per far girare la ruota anteriore;  collegando le 4 ruote a  2 dinamo.

Collegando  10  ciclette verticali doppie a 20 dinamo turni di 10 sportivi possono pedalare produrre energia elettrica   venti volte la quantità di ciascuna ciclette tradizionale e gruppi di 30 – 50 sportivi possono produrre una quantità di energia elettrica notevole.

Con l’ultima crisi  socio economica  dovuta  alla liberalizzazione dei mercati  il lavoro tradizionale è diminuito notevolmente in tutto  il mondo e vanno di conseguenza esaminati diversi  tipi di occupazione

Come  ad esempio più turni di lavoro al giorno; i turni di lavoro non possono essere imposti per legge ai datori  di lavoro come provò  qualche anno fa la Francia che dovette rinunciarci.

Ho illustrato il lavoro di copertura a serre di plastica, che può essere considerata contemporaneamente una forma di baratto;  ed ancora la concessione in affitto di  terreni da coltivare ad orto per l’autosufficienza alimentare, compresi quelli sottoposti a movimenti franosi che possono essere fermati con serre di plastica per impedire che continuando a bagnarsi possono venire giù travolgendo case e strade.

Allego il disegno di una ciclette;  se ne possono affiancare diverse per produrre energia elettrica per azionare pulmans ed abitazioni.

Impermiabilizzazione delle superfici delle frane iniziate

UN  SISTEMA COSTOSO E PRODUTTIVO DI ALIMENTI PER  FERMARE  LE FRANE, SENZA ALBERI, E NON ECCESSIVAMENTE  AMPIE

Il notevole aumento di piogge verificatesi  nelle 2 ultime annate agrarie facilita, molto di più, rispetto al passato  il verificarsi di frane ed il loro completo scivolamento  a  valle, travolgendo eventuali  edifici.

Propongo ai  Ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, alle facoltà di Geologia e di Agraria,  all’Istituto di Difesa del  Suolo  ed  agli istituti di Ricerca in questo settore di: 

Impermiabilizare tutta  l’area sottoposta al movimento franoso con serre di plastica alte un metro e mezzo, a cominciare dalla linea di displuvio dell’inizio dei movimenti  franosi per evitare che le piogge successive continuino a bagnare ed a penetrare nel  sottosuolo  franoso.

E’ abbastanza facile, utilizzando disoccupati,  coprire le superfici in movimento franoso con l’intelaiatura di tavole lunghe 2 metri e strette collegate a “passoni” piccoli pilastri  di sostegno in legno ,non più alti di un metro e mezzo.  Potrebbero essere usati sacchi di plastica svuotati  dei  concimi, attaccati i tra loro da nastri adesivi impermiabili e resistenti  all’acqua piovana.  L’acqua piovana di scorrimento sulla copertura in plastica deve essere raccolta in canali costruiti con mezzi tubi  di  20 – 30 centimetri  di diametro e portata a valle oltre i confini della la superficie di terra  sottoposta al movimento franoso.

I muraglioni in progetto di costruzione alla base dei movimenti franosi necessitano di personale specializzato e non è facile calcolare quanto debbono essere spessi  per reggere il peso della terra che precipiterà  a valle

All’interno delle serre di plastica di copertura si possono realizzare orti verticali come ho descritto nell’articolo Agricoltura Verticale che si trova nel  mio sito www.Ideeperunmondomigliore.org

Si  potrebbero utilizzare parte dei  fondi di finanziamenti  agevolati europei  di  prestiti quinquennali,  concessi dalla Comunità Europea, che le Autonomie Locali ed il Ministero dell’Agricoltura non riescono  a spendere