INDICAZIONI DELLA STORIA DELLE RELIGIONI DELLA MORALE E DELLA PERSONIFICAZIONE DELLE DIVINITA’ E DEGLI DEI 2002

Inizialmente la religione era animistica, gli uomini credevano nel bene e nel male; successivamente gli eroi e più precisamente quelle persone che si distinsero per imprese fondamentali per la crescita civile, furono considerati eroi e di conseguenza  deificati, mediante una prassi analoga, della storia contemporanea, a quella della santificazione per la religione cattolica di uomini e donne che si sono distinti  per le loro imprese a favore delle comunità umane; nella religione preistorica latino – romana l’eroe più importante fu quello che riuscì ad aggiogare il bue ed il cavallo; dalla parola jogus, il giogo deriva il nome del padre degli dei ; la vocale u si scrive come la v che ha eliso la precedente lettera g e di qui l’aggiogamento, l’impresa più importante della preisroria per far lavorare gli animali in sostituzione degli uomin : jovis traduzione letterale di giogo fu l’azione eroica che dette il nome al padre di tutti gli dei, Jovis che tradotto in italiano è appunto GIOVE ; il padre di Giove nella mitologia antichissima latino-romana  era  SATURNO  il  dio della semina, operazione grandiosa che eliminò il nomadismo,avviò la costruzione di abitazioni fisse e ridusse la necessità di uccidere esseri viventi, almeno in parte; la radice del verbo satere – seminare – è la stessa che ha dato il nome all’altra divinità fondamentale per l’evoluzione della specie umana Saturno che insegno’ agli uomini della preistoria a seminare.

Alla fine della repubblica romana a contatto con le correnti di pensiero filosofico più evolute, la filosofia romana comprese che le divinità erano semplicemente personificazioni mitologiche e che l’essenza della divinità si poteva riassumere in un principio etico-religioso-filosofico: Deus est è uguale alla norma etica : Homo Hominis juvari; la divinità consiste nel fatto che l’uomo debba giovare all’altro uomo; norma religiosa paragonabile a quella di Gesù : a chi ti dà uno schiaffo volgi l’altra guancia, ama il prossimo tuo come te stesso e nel prossimo va compreso anche il nemico; queste norme   superavano la legge del taglione precedente scritta anche nella bibbia ebraica : occhio poer occhio, dente per dente.

 

Ingrandimento dei piccoli insediamenti rurali 2002

Ricollegandomi all’articolo : Fondo Europeo di sviluppo regionale – Opportunità di sviluppo per il territorio rurale di Carla Cavallini dell’Informatore Agrario del 14 – 20 Febbraio del 2002, ritengo che può rientrare nell’obiettivo numero 2 dei fondi strutturali per la riconversione economico e sociale delle piccole aziende agricole, la facoltà per rispettivi titolari di aziende agricole a conduzione familiare l’ottenimento dei  contributi della CEE per il prolungamento degli edifici rurali e l’eventuale costruzione di altri 2 perpendicolari alle estremità dell’edificio preesistente in modo da realizzare un complesso abitativo plurifamiliare a ferro di cavallo, da considerare pertinenza indivisibile dall’azienda agricola, appartenente al titolare dell’azienda agricola.

Le abitazioni ingrandite, ed aumentate in numero limitato aumenterebbero in maniera incisiva i redditi di chi abita isolato ed eviterebbe l’abbandono d’insediamenti abitativi attualmente uni o bifamilari;  questa proposta normativa dovrebbe far parte della legge quadro nazionale urbanistica, non ancora aggiornata e dovrebbe vincolare in maniera automatica  i Piani Regolatori Comunali, e le norme urbanistiche delle Regioni; i Sindaci  che rilasciano le licenze edilizie generalmente non tengono in alcuna considerazione le esigenze di chi abita ed opera in terreni agricoli, in particolare quelli marginali di alta collina e montani.

Questi mini insediamenti abitativi sono già dotati di infrastrutture come acqua, strada, elettrodotto ed il loro ingrandimento avrebbe quindi un impatto ambientale minimo rispetto alle urbanizzazioni di nuove aree delle piccole e delle grandi città, e faciliterebbero migrazioni inverse dalle città alle campagne con vantaggi ambientali ed ecologici.

E’ del tutto stupido accettare il fatto che la popolazione urbana tende a crescere con tutti gli inconvenienti rispetto alla popolazione rurale e non far nulla da parte degli intellettuali e dei politici per fermare questo processo degenerativo negli slums e nelle favelas delle periferie urbane.